Un pullman nell'oscurità lascia le rive del lago di Riva S. Vitale. Meta: Borgo Panigale.
A quest'ora la nostra gita vede come partecipanti ferraristi e ducatisti ancora molto molto assonnati, ma tutti convinti che la levataccia sarebbe stata ricompensata ...insomma, è tutta gente che per i motori fa questo e altro...!
Il pullman in questione ha attraversato la frontiera ed è proseguito verso sud-est,
arrivando infine nei pressi di Bologna...la meta si avvicina!
Finalmente si scende, nel parcheggio di un grosso capannone, che reca all'esterno
una grossa scritta rossa: Ducati.
Dopo i convenevoli, la casa della Ducati ci apre le porte: la visita ci conduce
attraverso i vari passaggi del montaggio di quella che poi diventeranno le
celeberrime due ruote da strada. Dall'arrivo in fabbrica dei pezzi grezzi,
passando per i primi assemblaggi della catena di montaggio.
Ha quasi dell'incredibile vedere come dei freddi e indifferenti pezzi di metallo
si tramutino man mano che vengono assemblati nell'oggetto del desiderio di tutti
gli amanti del motociclismo.
Gente matta a dire la verità, persone pronte a tutto pur di possedere un
esemplare di queste affascinanti belve che non chiedono altro che aggredire
l'asfalto. E proprio qui, a cavallo dei bolidi rossi, il motociclista
scopre la sua essenza e il completo appagamento dei suoi istinti.
Man mano che si procede ci vengono illustrati i vari processi di assemblamento
e rodaggio del motore, il quale verrà poi montato sull'ormai inconfondibile
telaio tubolare, anch'egli simbolo inequivocabile della Ducati.
Le catene di montaggio ci mostrano le moto come mai sarebbe possibile vederle:
vite per vite , pistone per pistone, camminando come per magia vediamo prendere
forma i vari modelli prodotti dalla Casa Madre; dal Multistrada al
Monster, fino alle più performanti 999 da strada e da Superbike.
A circa metà del nostro cammino ci viene mostrata una porta con una piccola
finestrella, e ci viene detto che quello è il leggendario "Reparto Corse".
La domanda nasce spontanea: "Quando ci entriamo????". Altrettanto rapida la
risposta: "Il Reparto Corse è Off Limits!".
Ci tocca così accontentarci di una piccola sbirciatina da lontano, anche se
la finestrella non ci mostra in realtà gran che...è bello però poter pensare
che a pochi metri da dove ci troviamo in quel momento, menti geniali danno
vita ai sogni di migliaia di appassionati delle corse.
Usciti dalle catene di assemblaggio, ci vengono mostrate le moto pronte al
collaudo, e alle ultime verifiche di funzionamento. Vediamo diverse decine di
moto pronte ad uscire dalla fabbrica; alcune di loro destinate alle piste,
altre alle strade di tutti i giorni, che acquisteranno però un fascino diverso,
per chi sarà a bordo di questi gioielli della tecnologia italiana.
Alcune di queste verranno modificate in base alle leggi vigenti nei paesi a cui
sono destinate.
Veniamo ora accompagnati su per delle scale che ci conducono al piano superiore
della fabbrica, dove ha sede lo storico Museo Ducati.
Molti di noi scoprono qui che la Ducati è stata, prima di diventare una
delle migliori costruttrici di motociclette, un'industria di apparecchi
elettronici, quali radio transistor, rasoi elettrici e altro ancora.
E fu solo perché lo Stato stanziò dei contributi per la realizzazione di
una bicicletta funzionante con un motore a scoppio, che la Ducati iniziò
la produzione di motociclette.
Questo primo prototipo, chiamato Cucciolo, e che somigliava più a una
bicicletta che ad una moto, non fu altro che il primo gradino dell'interminabile
scalata che ha portato la Ducati ad essere quello che è ora.
Infatti è da lì che, grazie anche alla passione e alla costanza di piloti,
ingegneri e arditi tecnici, sono nate le prime evoluzioni da corsa, e,
allora come oggi, non vi è maggior acceleratore del progresso come la
competizione sportiva.
Abbiamo così ammirato i vari modelli che si sono distinti nel corso degli anni
nelle competizioni sportive in tutto il mondo, raccogliendo vittorie e
ammirazione tra sostenitori e rivali, arrivando "dulcis in fundo" alla
Desmosedici, che nel corso del 2003 ha mostrato tutto il suo valore.
Appena usciti da questa specie di sogno, è un altro il pensiero che prende
il sopravvento. La fame inizia a farsi sentire.
E come tutti ben sanno, se c'è un'altra cosa che i romagnoli sanno far bene,
oltre ai motori, è la cucina.
È con questo spirito che ci avviamo fiduciosi al ristorante che ci ospiterà.
E, anche se non ce n'era bisogno, abbiamo potuto accertare che la fama dei
romagnoli è ben meritata...!
Accontentati anche i nostri palati, ci dirigiamo verso il centro storico di
Bologna: ad accoglierci Piazza Maggiore, con il nobile Nettuno, e poco più in
là dall'alto ci salutano le due torri, quella degli Asinelli e la Garisenda.
Le poche ore a disposizione non sono sufficienti per ammirare tutte le risorse
della città, ma abbastanza per fare quattro passi sotto i famosi portici, prima
di risalire a bordo del pullman che ci avrebbe riportato a casa...
E' scesa la sera ormai, è passata un'altra giornata che ci ha lasciato nuove emozioni e qualche sogno in più...in fondo, quando scendiamo dal pullman la mente ritorna alla mattina, ai bolidi rossi, alla leggenda...
by Chiara & Guido