Anno 2004

"Gita Sociale"

- Ducati, Bologna - 9 Ottobre 2004 -

Foto Gita Ducati

Ore 7:00:

Un pullman nell'oscurità lascia le rive del lago di Riva S. Vitale. Meta: Borgo Panigale.

A quest'ora la nostra gita vede come partecipanti ferraristi e ducatisti ancora molto molto assonnati, ma tutti convinti che la levataccia sarebbe stata ricompensata ...insomma, è tutta gente che per i motori fa questo e altro...!

Ore 10:30:

Il pullman in questione ha attraversato la frontiera ed è proseguito verso sud-est, arrivando infine nei pressi di Bologna...la meta si avvicina!
Finalmente si scende, nel parcheggio di un grosso capannone, che reca all'esterno una grossa scritta rossa: Ducati.
Dopo i convenevoli, la casa della Ducati ci apre le porte: la visita ci conduce attraverso i vari passaggi del montaggio di quella che poi diventeranno le celeberrime due ruote da strada. Dall'arrivo in fabbrica dei pezzi grezzi, passando per i primi assemblaggi della catena di montaggio.
Ha quasi dell'incredibile vedere come dei freddi e indifferenti pezzi di metallo si tramutino man mano che vengono assemblati nell'oggetto del desiderio di tutti gli amanti del motociclismo.
Gente matta a dire la verità, persone pronte a tutto pur di possedere un esemplare di queste affascinanti belve che non chiedono altro che aggredire l'asfalto. E proprio qui, a cavallo dei bolidi rossi, il motociclista scopre la sua essenza e il completo appagamento dei suoi istinti.

Foto Gita Ducati

Man mano che si procede ci vengono illustrati i vari processi di assemblamento e rodaggio del motore, il quale verrà poi montato sull'ormai inconfondibile telaio tubolare, anch'egli simbolo inequivocabile della Ducati.
Le catene di montaggio ci mostrano le moto come mai sarebbe possibile vederle: vite per vite , pistone per pistone, camminando come per magia vediamo prendere forma i vari modelli prodotti dalla Casa Madre; dal Multistrada al Monster, fino alle più performanti 999 da strada e da Superbike.
A circa metà del nostro cammino ci viene mostrata una porta con una piccola finestrella, e ci viene detto che quello è il leggendario "Reparto Corse". La domanda nasce spontanea: "Quando ci entriamo????". Altrettanto rapida la risposta: "Il Reparto Corse è Off Limits!".
Ci tocca così accontentarci di una piccola sbirciatina da lontano, anche se la finestrella non ci mostra in realtà gran che...è bello però poter pensare che a pochi metri da dove ci troviamo in quel momento, menti geniali danno vita ai sogni di migliaia di appassionati delle corse.
Usciti dalle catene di assemblaggio, ci vengono mostrate le moto pronte al collaudo, e alle ultime verifiche di funzionamento. Vediamo diverse decine di moto pronte ad uscire dalla fabbrica; alcune di loro destinate alle piste, altre alle strade di tutti i giorni, che acquisteranno però un fascino diverso, per chi sarà a bordo di questi gioielli della tecnologia italiana.
Alcune di queste verranno modificate in base alle leggi vigenti nei paesi a cui sono destinate.

IL MUSEO

Veniamo ora accompagnati su per delle scale che ci conducono al piano superiore della fabbrica, dove ha sede lo storico Museo Ducati.
Molti di noi scoprono qui che la Ducati è stata, prima di diventare una delle migliori costruttrici di motociclette, un'industria di apparecchi elettronici, quali radio transistor, rasoi elettrici e altro ancora.
E fu solo perché lo Stato stanziò dei contributi per la realizzazione di una bicicletta funzionante con un motore a scoppio, che la Ducati iniziò la produzione di motociclette.
Questo primo prototipo, chiamato Cucciolo, e che somigliava più a una bicicletta che ad una moto, non fu altro che il primo gradino dell'interminabile scalata che ha portato la Ducati ad essere quello che è ora.
Infatti è da lì che, grazie anche alla passione e alla costanza di piloti, ingegneri e arditi tecnici, sono nate le prime evoluzioni da corsa, e, allora come oggi, non vi è maggior acceleratore del progresso come la competizione sportiva.
Abbiamo così ammirato i vari modelli che si sono distinti nel corso degli anni nelle competizioni sportive in tutto il mondo, raccogliendo vittorie e ammirazione tra sostenitori e rivali, arrivando "dulcis in fundo" alla Desmosedici, che nel corso del 2003 ha mostrato tutto il suo valore.

Ore 13:00:

Appena usciti da questa specie di sogno, è un altro il pensiero che prende il sopravvento. La fame inizia a farsi sentire.
E come tutti ben sanno, se c'è un'altra cosa che i romagnoli sanno far bene, oltre ai motori, è la cucina.
È con questo spirito che ci avviamo fiduciosi al ristorante che ci ospiterà.
E, anche se non ce n'era bisogno, abbiamo potuto accertare che la fama dei romagnoli è ben meritata...!

Ore 15:30:

Accontentati anche i nostri palati, ci dirigiamo verso il centro storico di Bologna: ad accoglierci Piazza Maggiore, con il nobile Nettuno, e poco più in là dall'alto ci salutano le due torri, quella degli Asinelli e la Garisenda.
Le poche ore a disposizione non sono sufficienti per ammirare tutte le risorse della città, ma abbastanza per fare quattro passi sotto i famosi portici, prima di risalire a bordo del pullman che ci avrebbe riportato a casa...

Ore 22:00:

E' scesa la sera ormai, è passata un'altra giornata che ci ha lasciato nuove emozioni e qualche sogno in più...in fondo, quando scendiamo dal pullman la mente ritorna alla mattina, ai bolidi rossi, alla leggenda...

by Chiara & Guido